Prendo spunto da discussioni avute su FB riguardo al ritorno del nucleare in italia, per chiarire alcune questioni. La forma è sulla base di domande e risposte. Il mio scopo non è di convincere se la scelta nucleare sia più o meno buona ma aprire una franca discussione sull’energia evitando barricate e dogmatismi. Personalmente credo che i vantaggi del nucleare sopravanzino i rischi legati al suo uso. Appena ho tempo cercherò di aggiornare l’articolo e di inserire anche ulteriori link.
Le centrali termiche in generale
Come funziona una centrale termoelettrica ?
Grosso modo una centrale termoelettrica funziona in questo modo: viene fatta bollire dell’acqua ed il vapore viene usato per muovere delle turbine collegate a degli alternatori. L’energia così prodotta viene immessa nella rete elettrica ad alta tensione per il trasporto agli utenti.
Per far bollire l’acqua può venire usato petrolio o derivati, gas, il calore dovuto alle reazioni di fissione nucleare.
Come funziona l’alternatore ?
Gli alternatori funzionano per induzione elettromagnetica, l’energia usata per far variare un campo magnetico viene convertita in energia elettrica, nello specifico corrente alternata. Il fatto importante è che nelle centrali elettriche gli alternatori e le turbine hanno dei vincoli molto rigidi sulle potenze erogate. In parole povere una centrale elettrica non può produrre energia che va da 0 al massimo teorico possibile ma, sfortunatamente, immette nella rete un valore costante di energia. Ecco perché durante la notte quando c’è meno richiesta viene usata l’energia prodotta per ripompare a monte l’acqua nei bacini delle centrali idroelettriche.
Come funziona la rete di distribuzione elettrica ?
Ci son due tipi di rete di distribuzione elettrica: quella ad alta tensione dove l’energia viene trasportata ad altissima tensione nelle varie zone, poi apposite centrali riducono il voltaggio e la distribuiscono alle utenze.
E non possiamo conservare eventualmente l’energia elettrica prodotta in eccesso ?
In tal caso bisogna considerare alcuni fatti:
- i sistemi per lo stoccaggio dell’energia elettrica sono abbastanza inefficienti
- alla fine del ciclo di vita utile le batterie sono estremamente inquinanti e devono essere smaltite con molta cautela
- le batterie costano abbastanza e maggiore è la potenza messa da parte maggiori sono le cautele nell’impiego dei gruppi di continuità.
Solare ed eolico.
Perché solare ed eolico sono fonti inaffidabili ?
Il solare (fotovoltaico) e l’eolico sono fonti inaffidabili perché la potenza erogata nel tempo non è costante e non è neppure prevedibile a lungo termine quanto questa vari. Ad esempio l’energia prodotta mediante un parco eolico dipende dalla velocità del vento, in caso di bonaccia o di vento troppo forte per le pale, l’energia prodotta va a zero. Limiti simili li possiede anche il fotovoltaico, in caso di nebbia o giornate nuvolose l’energia prodotta si riduce notevolmente. La questione quindi è: supponendo che si abbia un fabbisogno non riducibile di 1.000 MWh cosa fare se la parte prodotta con solare e/o eolico viene a mancare ?
La si dovrebbe prendere dalla rete elettrica dove viene generata con metodi tradizionali ma rimane il grosso problema che la potenza trasmessa dalla rete non può essere variata facilmente in tempi rapidi, richieste eccessive di energia alla rete causerebbero la caduta in blocco dell’intera rete. Per questo motivo il solare e l’eolico non possono venire sfruttati oltre certi limiti imposti dalla tolleranza alla variazione della richiesta da parte della rete.
Ma non si potrebbe avere una generazione distribuita di energia solare ed eolica, statisticamente la produzione dovrebbe rimanere costante.
Il problema è la struttura della rete di distribuzione ad altissima tensione, ha dei limiti di variazione di potenza immessa ed assorbita molto rigidi. Collegarci fonti con produzione imprevedibile significherebbe causare continui black out. La produzione di sole e vento è costante nel lungo periodo, per brevi periodi non è abbastanza costante da rendere vantaggioso il trasporto della corrente generata in una zona verso altre zone. Ciò significa che l’energia prodotta deve rimanere nella zona di produzione e non può venire trasferita di molto.
Ma potremo usare le fonti rinnovabili come supporto ?
È giusto ed opportuno, il fotovoltaico potrebbe aiutare molto nel caso delle assolate giornate di agosto a ridurre, e di molto, la richiesta di energia per il condizionamento, non c’è alcuna controindicazione ad usare le fonti rinnovabili come fonti di supporto.
E non possiamo immagazzinare l’energia da qualche parte ed usarla dopo ?
Brutta notizia: i sistemi per lo stoccaggio dell’energia sono abbastanza inefficienti, e spesso inquinano, basta pensare alle batterie. Anche l’idrogeno ha le sue belle rogne come sistema per lo stoccaggio dell’energia: ha tutti i rischi che si hanno quando si stoccano gas combustibili, secondariamente per attivare una centrale “classica” serve tempo sia che bruci idrogeno, sia che bruci petrolio. L’idrogeno potrebbe essere utile in altre applicazioni, ad esempio come combustibile per l’autotrazione o in minicar con celle a combustibile, ma anche in questo caso l’idrogeno ha i suoi difetti: in primo luogo viene stoccato al altissima pressione, tanto per aver un termine di paragone la pressione di esercizio di un serbatoio di metano, gas leggermente più pesante dell’idrogeno, è di 220 bar (cica 216 atmosfere), e questo significa contenitori “robusti” e purtroppo pesanti. Secondariamente l’idrogeno tende a reagire rapidamente e violentemente con l’ossigeno atmosferico, in pratica è molto più “esplosivo” della benzina.
Bisognerebbe ripensare le automobili per essere sicure in caso di incidente.
Quanto è pulita l’energia solare ?
Gli inquinanti generati nel ciclo di vita di un pannello solare sono principalmente dovuti alla produzione del pannello ed alla sua dismissione. Ci sarebbe da considerare, se presenti, anche gli inquinanti dovuti all’impiego di sistemi alternativi di generazione energetica nel caso quella generata dal pannello sia insufficiente.
Non si può combinare il solare con il risparmio per eliminare la dipendenza dalle fonti classiche ?
Cosa alquanto opportuna. Il risparmio, ad esempio una migliore coibentazione delle case consente di ridurre le richieste di energia. Il problema è che la richiesta di energia per processi industriali o servizi è difficilmente comprimibile. Una villetta può andare avanti con risparmio ed un pannello solare, un ospedale, un’officina od un datacenter no. Sia per motivi di fabbisogno energetico sia per motivi di stabilità e costanza dell’approvvigionamento. E giocoforza devono affidarsi a fonti la cui produzione è costante nel tempo.
Il nucleare
il nucleare è pericoloso ?
come tutte le produzioni industriali si, c’è il rischio di incidenti e di catastrofi. Tale rischio può venire ridotto ma non si può escludere a priori che incidenti, per i motivi più svariati, ne avvengano.
perché rischiare con il nucleare ?
per lo stesso motivo per il quale stiamo attualmente rischiando con il petrolio, le industrie, le automobili. Per avere una migliore qualità di vita.
Il nucleare ha il problema delle scorie, che rimangono radioattive per secoli e millenni
Innegabile. C’è da dire comunque che la produzione di scorie pericolose, quelle che mantengono un alta radioattività per oltre un secolo è una frazione minima delle scorie prodotto dal reattore nucleare. Grosso modo l’1%. Comunque per un’analisi relativa alla gestione delle scorie si veda: http://it.ekopedia.org/Scorie_radioattive#Quantitativi_e_pericolosit.C3.A0
Un altro fatto da notare, a differenza di altri inquinanti industriali le scorie sono temute, questo significa che le ecomafie non possono, a differenza di come capita ad esempio per i toner esausti, contare troppo sulla connivenza e l’omertà delle persone che si trovano vicino alle discariche. Lo smaltimento del nucleare porterebbe molti rischi, senza considerare che tutto quanto entra od esce da una centrale viene punzonato e registrato regolarmente. Difficile far sparire sottobanco materiale pericoloso, molto difficile. Inoltre allo stato attuale sono in fase di studio sistemi per l’eliminazione delle scorie ad alta emivita sfruttando l’irraggiamento dovuto ai reattori veloci.
E se succede una nuova Chernobyl ?
È un rischio, come è un rischio che succeda una nuova Seveso, o che succeda un nuovo Vajoint. C’è da dire che nelle centrali occidentali incidenti gravi che hanno avuto, a parte qualche evacuazione di sicurezza, forte impatto sulla popolazione è avvenuto solamente l’incidente di Windscale a causa del quale risultano ufficialmente decedute 300 persone.
Il, paradossale, vantaggio del nucleare è che essendo percepito come un processo molto pericoloso c’è molta più attenzione alle misure di sicurezza.
Per una descrizione degli incidenti nucleari comunque si veda: http://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_nucleare e http://it.wikipedia.org/wiki/Scala_INES.
Ma in italia non abbiamo fatto un referendum contro il nucleare ?
Come al solito in italia si tiene il piede in due scarpe: i quesiti del referendum non erano una domanda secca: “volete il nucleare si/no ?” ma tre domande più indirette
1. Volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti?
(la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante “la procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari, la determinazione delle aree suscettibili di insediamento”, previste dal 13° comma dell’articolo unico legge 10/1/1983 n.8)
2. Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone?
(la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante “l’erogazione di contributi a favore dei comuni e delle regioni sedi di centrali alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi”, previsti dai commi 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12 della citata legge)
3. Volete che venga abrogata la norma che consente all’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all’estero?
(questa norma è contenuta in una legge molto più vecchia, e precisamente la N.856 del 1973, che modificava l’articolo 1 della legge istitutiva dell’ENEL).
Per la cronaca riguardo al quesito #3: l’enel, oramai società privata, sta stringendo accordi internazionali e sta partecipando alla costruzione di centrali nucleari all’estero.
(continua…)